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Trionfale successo del violinista Edoardo Zosi al Conservatorio di Milano - 6 maggio 2005
Nelle
stagioni musicali capita ogni tanto una serata travolgente.
Ecco, quella della Società dei Concerti, il 6 maggio in Sala Verdi, è stata proprio una
serata speciale.
C'erano tutte le premesse per un evento
memorabile: un violinista giovanissimo, un ex bambino
prodigio che si presentava alla ribalta con un concerto che, quando venne composto da Ciajkovskij,
fu rifiutato dai più importanti violinisti dell'epoca
perché considerato troppo difficile, quasi ineseguibile.
Edoardo aveva già suonato nella storica sala da bambino,
dieci anni fa... ma ora era diverso, debuttava in una delle
più importanti stagioni concertistiche italiane, alla pari
con grandissimi artisti di calibro internazionale.
Nella sala
completamente esaurita c'erano anche i suoi maestri e i compagni di scuola: perché il Verdi è anche il
luogo dove Edoardo frequenta il Liceo musicale e l'ultimo
anno del corso di violino. Le aspettative erano altissime:
un debutto così non capita certo tutti i giorni.
Ed Edoardo non
le ha davvero deluse, queste aspettative: fin dalle prime note si è imposto con la
grinta e la stupefacente musicalità che lo caratterizzano,
con una sicurezza, una professionalità ed una maestria
tecnica davvero sbalorditive in un artista così giovane.
Nella sala si
è creato subito il clima magico che solo i grandi
interpreti sanno instaurare: il pubblico seguiva con il
fiato sospeso ogni passaggio, incatenato, come stregato.
Ecco, mi è venuto in mente l'aggettivo di
"diabolico" per descrivere questo talento. Il
giovane Paganini doveva suscitare emozioni esattamente
simili. Ho avuto davvero la sensazione di assistere ad un
evento specialissimo: la consacrazione in pubblico di un
interprete "di quelli di una volta", capace di
scatenare fanatismi e far usare tutti gli aggettivi del
repertorio del cronista. Un virtuosismo travolgente, ma
sempre attento a non violentare il testo musicale, non fine
a se stesso, ma al servizio della partitura, un raffinato
fraseggio che creava
emozioni sempre diverse ad ogni passaggio, pieno di fantasia
e di colori.
"Benvenuto
nel club dei grandi!!!" è la frase che avevo sentito
rivolgere ad Edoardo da Sergej Krilov, uno dei suoi maestri,
in occasione di un altro concerto. Benvenuto davvero,
Edoardo: l'Italia aveva bisogno di un artista come te. Siamo
tutti molto felici di avere un giovane così, che sta
entrando nel gotha dei grandi, e non ci arriva certo per
caso. Questo ragazzino biondo (e anche bellissimo in scena,
il che non guasta) è il frutto di una serie di
fortunati eventi (la famiglia di musicisti, che ne ha
stimolato, riconosciuto ed incoraggiato il talento,
facendolo formare dai migliori maestri disponibili), ma
anche di tantissima volontà, studio serrato, sacrificio,
serietà, rinunce. Lavora sodo, Edoardo: ma si vede e si
sente che non gli pesa, perché la musica è la sua vita: e
quando suona trasmette una elettrica felicità, e diventa
una sola cosa con il suo violino.
Il travolgente
successo, davvero una standing ovation, (al punto che il pur
educatissimo pubblico ha tentato di applaudire alla fine del
primo tempo, contro ogni tradizione, tale era l'entusiasmo,
come si fa talvolta all'opera, con i cantanti...) ha fatto
registrare anche l'assalto al giovane artista da parte dei
suoi giovani compagni di Conservatorio, che lo hanno mezzo
soffocato di abbracci senza invidia. Anche questa, una cosa
magnifica. Edoardo Zosi da oggi è un esempio per gli altri,
una speranza per tutti.
Ines Angelino
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