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ad Alassio
si è accesa una nuova stella
Chi si sia trovato ad assistere al Concerto
organizzato ad Alassio il 29 dicembre, nel Duomo Sant'Ambrogio,
dall'Associazione "E. Elgar", sotto l'egida del
Comune di Alassio, gremito nonostante la scarsa pubblicità
data all'evento dalla stampa, ha avuto modo di assistere ad un
evento che raramente si verifica in musica.
Intendiamo parlare della prepotente
rivelazione di un nuovo, grandissimo talento pianistico italiano.
Un diciannovenne milanese alla tastiera - un
ragazzino con già il piglio e l'autorevolezza del grande
interprete - ha stupito gli ascoltatori producendosi in una
performance degna di un vecchio leone: ha infatti
eseguito nella stessa serata, uno dopo l'altro, ben due concerti
per pianoforte e orchestra. Per celebrare degnamente l'anno 2006,
con il doppio anniversario del 250° della nascita di Mozart e
del 150° della morte di Schumann, ha messo in programma il
Concerto K 595 e il Concerto in la minore op. 54.
Impresa
da far tremare i polsi a chiunque… ma la giovinezza, si sa, può
essere anche temeraria, e il giovanissimo pianista ha affrontato
con sicurezza il difficile cimento. Ha così offerto una serata
musicale davvero insolita, oseremmo dire davvero straordinaria.
Accompagnato da un'orchestra tutta giovane ed altrettanto
entusiasta (l'Orchestra "Classica Viva", al suo
debutto), sotto la Direzione del Maestro Franco Giacosa,
Direttore esperto e sicuro, ci ha fatto provare tutta una gamma
di emozioni musicali, centellinando un Mozart delicato, dolce e
brillante, sempre di squisita raffinatezza. Questo pianista (di
cui sentiremo di sicuro molto parlare in futuro) ha saputo
utilizzare tutta la gamma delle capacità espressive del
pianoforte, con il quale ha giocato, cantato la sublime
malinconia mozartiana, fatto teatro, stupendo con colpi di scena
e tutta la gamma della dinamica e dei timbri sonori,
sbizzarrendosi in perfetti e perlati virtuosismi quando la
partitura lo richiedeva, ma senza nulla mai concedere al cattivo
gusto, rimanendo sempre anzi all'interno di un'impeccabile
struttura formale all'interno della quale il suono si esprimeva
al massimo delle capacità espressive del pianismo. Un fraseggio
mozartiano direi memorabile, e sempre fresco ed originale.
Questa deliziosa prima parte mozartiana è
stata poi seguita da una travolgente esecuzione del Concerto di
Schumann, piacevolmente assecondata dall'orchestra trascinata
nello stesso clima (e poco importa se qualche piccola
imperfezione orchestrale ci sia stata da parte degli ottoni,
l'insieme era davvero ottimo, nonostante la giovane età dei
musicisti: l'orchestra era intonata, affiatata ed espressiva nei
colori, con attacchi impeccabili e rigoroso impianto ritmico).
Abbiamo
ascoltato uno Schumann interpretato forse con tempi un po' più
veloci del consueto (quasi ineseguibili nel terzo tempo…) ed affrontato con amore e slancio davvero romantici: ne è risultata
un'immagine schumaniana vivida ed appassionata, quella dello
Schumann grande poeta e re del romanticismo.
Ligoratti è un pianista probabilmente oggi
"fuori moda", che ricorda da vicino grandi interpreti
del passato: si assume molti rischi, si getta con impeto nel
vortice della musica, fa ruggire e piangere il pianoforte,
incurante della difficoltà estrema di certi passaggi, affrontati
in tal modo…. e, sorprendentemente, vince. Le sue note sono
vive, e parlano di passione, sono tessute di carne e di sangue.
Abbiamo visto spettatori con il fiato sospeso, nel miracolo che
talora si manifesta in musica, e addirittura qualcuno talmente
emozionato da piangere.
Non credevamo di assistere mai davvero a
simili scene, di cui avevamo letto relativamente a grandi artisti
"di una volta": ma è successo. La musica di Schumann era
terribilmente viva e toccante, il contrappunto tra pianista e
orchestra risaltava impeccabile e chiaro, con effetto musicale
insolito e molto piacevole, e nel terzo tempo la difficile
scrittura ritmica, in "emiolie", era evidente e
perfetta, rendendo il dovuto omaggio alla genialità di Schumann.
I bis del pianista - il primo minuetto
composto da Mozart e l'ultimo "Tema in mi bemolle"
composto da Schumann poco prima di morire, una melodia di
rapinosa bellezza , suonata con altissima spiritualità, hanno
completato il trionfo.
Il concerto è stato piacevolmente
completato da un paio di delicati brani di Edward Elgar (il
musicista inglese che lungamente soggiornò in Alassio), eseguiti
dalla brava soprano Dorina Caronna con intensa religiosità.
Dimenticavamo quasi di aggiungere che il
giovane Ligoratti - che è anche organista e compositore - si è
esibito il 4 gennaio in un impegnativo concerto organistico
Bachiano, sempre in Alassio, tanto per confermare la propria
vocazione di musicista a 360 gradi.
Per fortuna nel nostro paese ci sono ancora
associazioni ed appassionati che cercano di tener viva la musica
e di dar fiducia ai giovani, programmando concerti come questo,
offerto gratuitamente dall'Amministrazione comunale alassina ai suoi
cittadini. Si tratta di esperienze che andrebbero copiate e
diffuse.
I musicisti che hanno suonato in questo concerto
si sono formati o si stanno specializzando tutti presso il Conservatorio "G. Verdi" di
Milano, il
che costituisce un'ulteriore testimonianza dell'altissimo livello formativo
raggiunto da questa istituzione, e della scommessa vinta dai
nuovi corsi istituiti dopo la riforma - fortemente voluta e
orientata dal Conservatorio milanese.
In Italia ci sono altri talenti come questi che stanno
crescendo nei Conservatori: questo significa che siamo ancora - e
dobbiamo rimanere - un grande paese per la musica.
Manlio D'Orazio
Cliccare
su questo link per scaricare un file mp3 (compresso a 40 Kb) con
la registrazione "live" del Primo tempo del Concerto di
Schumann, effettuata a cura del Maestro Adamo Lussana,
www.promoclassica.com
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