
Recensione di un giovane pianista
sullo spettacolo di Milano
L'11 febbraio
2007, al Teatro Ciak di Milano, è andato in scena uno spettacolo davvero
insolito e sorprendente.
Alla ribalta i
Igudesman & Joo, un duo di
giovani musicisti, Richard Hyung-Ki Joo, pianista e
Aleksey Igudesman, violinista, che propongono un modo nuovo di far
musica, una performance al confine tra il cabaret e il concerto.
Ero andato a sentire il concerto,
incuriosito dai video del duo, che spopolano su YouTube (centinaia di
migliaia di visualizzazioni!). (Qui sotto, ve ne
proponiamo alcuni esempi, il modo migliore per valutare di persona
questo fenomeno mediatico).
La prima cosa che ho notato era che in
sala non si vedevano, sorprendentemente, teste grigie. Eravamo tutti
giovani. Un segno molto positivo. Perché in netto contrasto con quello
che purtroppo si vede ai concerti tradizionali, e che fa molto temere
per il futuro della musica.
Senza che ci fossimo dati appuntamento,
tra il pubblico ci siamo ritrovati in molti giovani pianisti, tra cui
spiccavano le migliori giovani leve del pianismo italiano (ad esempio i
vincitori del Busoni, Giuseppe Andaloro e Mariangela Vacatello).
Lo spettacolo è lo stesso proposto dai
video su YouTube, con varie chicche inedite (un esempio? La Marcia Turca di Mozart: prima di iniziare a suonare il pianista continua a far spostare
il violinista. Appena iniziato, lo interrompe, gli fa lezione,
suggerisce di suonare in la maggiore, poi con tutti i si naturali
trasformati in si bemolle... da morire dalle risate). Perché a
questo spettacolo si ride, e molto. Ma il livello virtuosistico dei due
è tale che cattura, avvince, e si gusta anche, e molto, la
musica, proposta in modo impeccabile.
Il risultato pratico è quello di
avvicinare il giovane pubblico alla grande musica. Alternando gag
comiche (improvvisazioni sulle melodie dei cellulari, ad esempio) a
impeccabili citazioni ed esecuzioni (il notturno per la mano sinistra di Scriabin, proposto con la scusa che il pianista avrebbe avuto la mano
destra mozzata dal coperchio del pianoforte, chiuso di scatto dal
violinista) di famosi brani, questi artisti riescono ad avvicinare i
giovani alla musica colta.
Ne svecchiano l'immagine, perché la
musica è anche spettacolo, divertimento, ironia. Ma spesso nelle nostre
austere sale da concerto, l'atmosfera è troppo "seriosa"... vogliamo
dirlo?... vecchia?.
Il trionfo tributato dal pubblico è stato
del tutto simile a quello riservato alle star della musica leggera.
Applausi caldissimi, bis, assedio finale ai due simpaticissimi artisti.
Un merito non da poco, di questi tempi.
Mi piacerebbe che tutti i nostri concerti finissero allo stesso modo.
Alla fine, quando li ho incontrati (e
festeggiati, insieme alle nostre giovani grandi star nazionali) ho
detto loro che secondo me potevano rappresentare la chiave per il
futuro, un modo di portare i giovani nelle sale da concerto. Hanno
annuito, ma con umiltà.
Non possiamo certo tutti metterci a
imitare i loro spettacoli, ma certo il loro modo di proporsi al
pubblico fa riflettere. Dobbiamo riuscire ad ogni costo a conquistare il
pubblico dei giovani, e a portare la nostra musica in televisione. E in
prima serata. Avanti con le idee: ci aspetta una bella sfida.
Stefano Ligoratti