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A questo primo intervento facciamo subito seguire
altri interventi ed opinioni, compresa la nostra, e ospiteremo un
dibattito di quanti vorranno intervenire su un tema così
importante e scottante per il futuro della musica italiana.
Leggi:
[ L'opinione di Classica Viva ] [ Le opinioni di Lissner, Zeffirelli.... ]
La
Scala: Mostro Mangiasoldi?
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un
intervento del Maestro Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e
già Consigliere di Amministrazione del Teatro alla Scala.
Il 7 Dicembre, giorno di Sant'Ambrogio,
Patrono della città di Milano, come da tradizione, il Teatro
apre la stagione con la messa in scena dell'Aida, con la
Direzione di Riccardo Chailly e la regia di Franco Zeffirelli. E'
con ogni probabilità l'evento musicale più seguito ed atteso
dell'anno. E' dunque importante, al di là delle valutazioni
artistiche e musicali, ascoltare l'opinione di un famoso artista,
che è anche Segretario del Sindacato degli Artisti Lirici.

Link al
sito del Teatro alla Scala per visualizzare tutte le informazioni
su questa Aida:
http://www.teatroallascala.org/public/LaScala/IT/stagioni/stagione2/opera-e-balletto/01_Aida/Opera/index.html
ZEFFIRELLI
E LISSNER, DUE PERSONAGGI PERICOLOSI: IL PRIMO NARCISISTA, IL
SECONDO SCIALACQUATORE
Da un mese a questa parte sono iniziate le prove di
"Aida", programmata alla Scala come opera di
inaugurazione. Regista, scenografo e costumista è Franco
Zeffirelli, il quale pretende il massimo dello sfarzo visivo,
definibile - stavolta non metaforicamente - faraonico. Tutto
ciò, come si sa, costerà milioni e milioni di euro (miliardi e
miliardi delle vecchie lire). In questo momento difficile, in cui
la precarietà nel lavoro è diventata una specie di piaga
sociale, in cui la stragrande maggioranza delle famiglie non
riesce ad arrivare alla fine del mese con i magri stipendi,
l'opulenza ostentata di Zeffirelli appare cinica, provocatoria e
offensiva. Il principale colpevole di questo scialacquio
sconsiderato e inopportuno è ovviamente il sovrintendente
Stephane Lissner, che ha approvato e finanziato il progetto di
Zeffirelli. Colpevole, perché lo spreco di risorse economiche
causerà alla Scala un ulteriore deficit di bilancio, che
ricadrà sui cittadini/contribuenti.
E' noto inoltre che una spesa ingente non sempre corrisponde a
un'estetica godibile; molte volte il lusso cade nel pacchiano e
nel kitch. Infine bisogna domandarsi quante persone usufruiranno
dello spettacolo scaligero, dato l'esiguo numero delle recite e
il prezzo proibitivo del biglietto.
Una messa-in-scena così megalomane ha già dei costi pesanti,
a cui bisogna aggiungere le centinaia di ore di lavoro
straordinario, feriale e festivo, il personale extra, in gran
parte superfluo, ingaggiato per raccomandazione di personaggi e
partiti, il clientelismo degli appalti ecc. ecc. E' chiaro che poi
le sovvenzioni sono insufficienti e che il resto della stagione
si svolga su un basso profilo e con scarso pubblico. In poche
parole: un disastro annunciato. Si sarebbe potuto utilizzare,
invece, uno dei tanti bellissimi allestimenti, che giacciono nei
magazzini dei vari teatri italiani, dove vanno deteriorandosi
perché non usati. Rimaneggiandolo, rinfrescandolo, si poteva
riproporre uno di questi allestimenti con una spesa ragionevole.
Il sig.Zeffirelli, viste le sue pretese scenografiche e il suo
esoso cachet, lo si poteva scritturare in tempi migliori;
nell'attuale periodo di crisi la scelta del suo nome fa vergogna
al senso di responsabilità e alla corretta amministrazione.
Risparmiando sulle cose inutili o eccessive si sarebbero potute
fare più recite, a prezzo di biglietto accessibile, per dare
modo a più gente di fruire dello spettacolo. Sarebbe stato un
vantaggio per la diffusione della cultura musicale, che oggi - si
sa - la Scala riserva a una ristretta élite di privilegiati.
Spendere decine di miliardi a vantaggio di poche persone è già
un fatto scandaloso, del quale il sovrintendente dovrebbe rispondere, invece se ne pavoneggia come una testa di cavolo.
Abbiamo informato di questa inaccettabile situazione il
Ministro dei Beni Culturali, la Corte dei Conti, persino il
Presidente della Repubblica, e - perché no? - anche la Finanza,
con l'augurio di interrompere una vergogna nazionale.
La megalomania e il narcisismo puerile di Zeffirelli,
coadiuvati dalla gestione irresponsabile di Lissner, sono i
nemici della Scala. Il teatro sta già in bilico sull'orlo del
precipizio; i due complici non fanno altro che spingerlo
nell'abisso. Ciò significa che a questi signori non gliene frega
niente della Scala. Per il regista conta solo mettersi in mostra
sempre più, per il dirigente conta solo l'esaltazione di
spendere il più possibile.
Alla inaugurazione della Scala spesso si assiste alla scena
penosa, patetica e grottesca dei cittadini (esclusi dai
privilegi) che si ammassano davanti agli ingressi per ammirare i
ricconi che vanno a teatro con i loro abiti firmati e le auto di
lusso, tutti compiaciuti di fare "passerella", di
esibirsi per i meno fortunati. Ha ragione Torno, che sul Corriere
della Sera ha scritto più volte:"La Scala è un giocattolo
per ricchi, pagato con i soldi dei poveri". La "prima
" della Scala non è un evento musicale, ma la kermesse dei
miliardari, che se ne impipano altamente dell'opera lirica: il
massimo dei loro pensieri è quello di farsi guardare, di
divertirsi alla festa più costosa di Milano e di cenare al
banchetto, offerto dal Comune ai VIP dopo lo spettacolo.
Sarebbe un sogno che il prossimo 7 dicembre quei cittadini
poveri ed esclusi, che fanno ala agli ingressi, invece di
sorridere e ammirare, fischiassero e sbeffeggiassero.
Se invece di intervenire per frenare lo spreco e ridurre
l'esibizionismo, il Presidente della Repubblica, il Ministro dei
Beni Culturali e la Finanza riempiranno il palco d'onore e i
palchi in omaggio per plaudire, allora nel nostro Paese non c'è
più alcuna speranza.
Giuseppe Zecchillo -
Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del
Teatro alla Scala
Aggiornamenti
pervenutici dal Mestro Zecchillo il 2 dicembre 2006:
Il M° Riccardo Chailly (che dirigerà
l'Aida alla riapertura della Scala il prossimo 7 dicembre) ha
fatto una considerazione, che tutto il mondo della musica
condivide senza avere il coraggio di esternarla. Ha detto,
Chailly, in un'intervista al "Corriere della sera"
(26/11/06): "L'Italia, in fatto di cultura musicale, rischia
il terzomondismo". E' un fatto evidente: le orchestre non
trovano finanziamenti adeguati; le fondazioni lirico/teatrali
spendono cifre pazzesche per la "prima" e poi fanno
programmi ridotti all'osso, non certo rispondenti, per qualità e
quantità, alle esigenze culturali della comunità; i giovani
talenti non trovano spazio per valorizzarsi; le nuove
generazioni, al 95%, non sanno neppure chi fossero Rossini e
Donizetti, né mai hanno visto un'opera lirica... Di fronte a questo scenario sempre più deludente, cos'altro si può pensare
se non ciò che ha detto Chailly? Solo che questo grande maestro ha avuto il coraggio di dirlo.
Oltre ad aver detto il vero - e su ciò
bisognerebbe riflettere invece di contraddire - il M° Chailly si
è dimostrato una persona coraggiosa, che non esita a
testimoniare una grave carenza della cultura italiana allo scopo
di porvi rimedio. Ce ne fossero di artisti coraggiosi come lui!
La musica e la lirica non sarebbero allo sbando come ora. Invece
la maggior parte degli artisti ha paura di inimicarsi i dirigenti
teatrali e...gli assessori, e lascia che la musica vada alla
malora...
e
ancora....
ZECCHILLO ENTUSIASTA PER IL CORAGGIO
DEI MUSICISTI SCALIGERI
Anche dai dipendenti della Scala vengono critiche
a un'Aida troppo costosa. Alleluia! finalmente anche fra i
dipendenti della Scala si è rotto il muro del silenzio di fronte
alle astronomiche spese per la produzione dell'Aida inaugurale
della stagione. Un gruppo di musicisti (che fanno parte
dell'orchestra della Scala) ha inviato al Sindaco Moratti una
lettera - che è stata pubblicata da quasi tutti i giornali - per
chiedere se una tale linea di spese per una sola opera non
"sfori" il massimale dettato dal governo, pena la revoca dei finanziamenti. Le millanterie e le bugie del
sovrintendente Lissner, che proclama la Scala "in buona
salute", non lo salvano dalla sua incapacità gestionale.
Forse pecchiamo di immodestia, ma ci sentiamo di dire che se non
avessimo sollevato il problema dei costi paurosi di questa "Aida", molto probabilmente il gruppo di coraggiosi
musicisti non avrebbe avuto l'opportunità di protestare.
Tutti gli artisti lirici italiani sono solidali con i dipendenti
scaligeri che hanno firmato la lettera al Sindaco, dimostrando
così amore per la Scala.
Giuseppe Zecchillo
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