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[Sali al livello sup.] [Fedele Confalonieri pianista] [Prima della Scala 2007] [Petizione sull'ENPALS] [Parlano gli studenti del Verdi] [Quale futuro per la musica?] [Editoriale - Aprile 2006] [Editoriale - febbraio 2006] [Italiani i Vincitori del Concorso Busoni] [Editoriale - nov. 2005] [Appello dei giovani concertisti italiani] [Editoriale] [Editoriale - Dicembre 2006]
E' stata aperta una
petizione contro le gravissime ingiustizie
tributarie dell'ENPALS verso i musicisti
concertisti, indirizzata al
Presidente della Repubblica,
al Presidente del Consiglio dei Ministri, al
Ministero delle Finanze, Al Ministero dei
Beni Culturali
ClassicaViva
appoggia con forza questa iniziativa, che
condivide pienamente, e che mira a far
abolire una normativa che riteniamo
addirittura anticostituzionale
FIRMA SUBITO
QUI INSIEME A NOI:
http://www.petitiononline.com/enpals/
Ecco il testo della lettera, che
ha come primo sottoscrittore il Maestro Enrico Dindo:
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministero delle Finanze
Al Ministero dei Beni Culturali
Gentile Presidente,
Le
scriviamo per segnalarLe una gravissima ingiustizia
tributaria che da molti anni si perpetua ai danni dei
musicisti che – come noi – esercitano la loro professione
nell’attività concertistica.
Per ogni concerto tenuto in Italia, la legge ci obbliga a
versare all’Enpals una percentuale del nostro cachet, e
anche gli enti organizzatori devono pagare un’ulteriore
quota. In totale, per ogni nostro concerto viene versato
all’Enpals più del 30% del nostro cachet, ma, in pratica,
nessuno di noi avrà mai diritto alla pensione da parte dell’Enpals.
Infatti, la legge prevede che la pensione per la nostra
categoria professionale venga erogata dopo almeno 20 anni di
contributi, e per raggiungere un anno occorrono 120 giornate
lavorative. Poichè generalmente un concerto viene
conteggiato come una giornata contributiva, per raggiungere
un anno di contributi sarebbero necessari circa 120 concerti
effettuati in Italia con regolari contributi versati. Per
raggiungere la quota necessaria per la pensione, ossia 20
anni, sono quindi necessari 2400 concerti effettuati in
Italia: un traguardo che nella storia della Repubblica
Italiana forse nessun concertista classico è mai riuscito a
raggiungere. Infatti la nostra professione prevede che i
concerti siano preceduti da un lungo periodo di preparazione
(che l’Enpals evidentemente ignora), e per di più molti di
noi svolgono la propria attività principalmente all’estero,
la quale si solito non rientra nei conteggi Enpals.
Noi versiamo ogni anno all’Enpals molto di più delle
trattenute previdenziali di gran parte degli impiegati
statali, e, se la legge non cambia, non solo non avremo mai
la pensione pubblica, ma neanche ci verrà restituita
l’enorme cifra versata invano. Alcuni di noi hanno chiamato
il call center dell’Enpals per chiedere chiarimenti, e ci è
stato confermato quanto sopra, e addirittura gli stessi
impiegati Enpals ci hanno suggerito di provvedere in proprio
ad una pensione privata, visto che altrimenti resteremo
senza.
Questa è solo una delle varie ingiustizie che subiamo da
parte del Fisco italiano: tra Enpals, ritenuta d’acconto,
Iva e altre trattenute, più del 60% dei nostri cachet è
versato in tasse. E, sia all’estero che in Italia, spesso
costiamo agli organizzatori molto di più dei nostri colleghi
stranieri, i quali godono di molte agevolazioni che a noi
non sono concesse.
Chiediamo, dunque, le seguenti modifiche alla normativa che
regola la tassazione della nostra attività:
-
L’abolizione del limite minimo di 120 giornate contributive
annuali per ottenere il diritto alla pensione. La pensione,
come già avviene nella maggior parte degli altri paesi
europei, deve essere proporzionale alla somme versate all’Enpals,
e indipendente dal numero di giornate contributive.
-
L’abolizione dell’obbligo delle trattenute Enpals. Ogni
artista deve poter scegliere liberamente se affidarsi all’Enpals
o ad altri Enti privati per la gestione della propria
pensione. Chi rinuncia ai servizi previdenziali dell’Enpals
deve ricevere l’immediato rimborso delle quote versate in
precedenza.
-
L’introduzione di un regime fiscale speciale per i musicisti
professionisti, che tenga conto delle caratteristiche
essenziali della produzione del reddito; la possibilità di
ottenere il modulo E 101, come per i nostri colleghi
stranieri; il recupero totale delle tasse pagate all’estero;
l’introduzione di meccanismi di detrazione fiscale degli
oneri sostenuti, quali le spese di trasferimento e
soggiorno.
La
ringraziamo per la Sua preziosa considerazione, augurandoci
che con il Suo aiuto sia possibile risolvere al più presto
questa paradossale situazione, che per molti versi è
contraria ai principi della Costituzione Italiana.
Seguono firme
(Si consulti il sito
http://www.petitiononline.com/enpals/
per aggiungere la propria alle migliaia di firme già
pervenute, e consultarne l'elenco)
Ringraziamo in anticipo
tutti coloro che vorranno aggiungersi a noi nel sostenere
questa meritoria iniziativa
La Direzione
Editoriale
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