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diamo con piacere la parola ad alcuni
studenti del "Verdi", dopo i recenti fatti relativi alla
nomina del nuovo Presidente del Conservatorio
Lettera
aperta di alcuni studenti ed ex studenti del
"Verdi” di Milano: il nostro è un
Conservatorio prestigioso e di altissimo
livello formativo
Questa è una lettera aperta di alcuni studenti che
vogliono dire la loro opinione in merito ai recenti fatti
recentemente verificatisi nel Conservatorio di Milano.
Come è noto, il 31 gennaio il Consiglio Accademico ha
nominato una terna di candidati per il ruolo di Presidente
del nostro Conservatorio, all’interno della quale il
Ministero dell’Università e della Ricerca ha appena scelto,
dopo alcune polemiche, il nuovo Presidente, nella persona
del Dottor Saverio Borrelli. In questa terna, composta da F.S. Borrelli, Fernanda Giulini e Gerolamo Gavazzi, non
figurava il nome del Presidente uscente Francesco Micheli. Che
infatti si è dimesso, con una dichiarazione amareggiata.
Sono seguite numerose dichiarazioni ed articoli sulla
stampa.
Intendiamo per prima cosa dichiarare la nostra stima, il
nostro apprezzamento e la nostra riconoscenza al Dottor
Francesco Micheli per quanto egli ha fatto in questi anni
per il nostro Conservatorio, (e si tratta di molte cose
importanti, tra cui, interamente a spese della Fondazione
che porta il nome di suo padre Umberto, il rifacimento delle Sale
Verdi e Puccini, l’aver reperito una gran quantità di fondi ed avere avviato
molte iniziative importantissime per il Conservatorio e per
la Città).
Vorremmo anche dare il nostro cordiale benvenuto al nuovo
Presidente Francesco Saverio Borrelli, persona di grandi
capacità e valore (come ha immediatamente dichiarato lo
stesso Dottor Micheli), al quale spetta un compito davvero
difficile ed ingrato: gli auguriamo buon lavoro e
soprattutto di non doversi mai trovare a lavorare tanto per
poi ottenerne alla fine l’ingratitudine da molti purtroppo
dimostrata al suo predecessore.
Uno degli ultimi articoli apparsi sulla stampa (Repubblica, 24
febbraio 2007), è una dichiarazione del nostro Direttore,
Leonardo Taschera: riteniamo che la sua posizione sia da
condividere ed appoggiare fortemente da parte nostra. Il
Maestro Taschera lamenta “l’affanno che alcuni docenti e non
meglio precisati studenti mostrano nel nascondere gli
aspetti positivi della vita del Conservatorio.”
Purtroppo ha assolutamente ragione, in questo momento
alcuni insensati hanno approfittato di questo avvicendamento
“elettorale” per far uscire all’esterno un’immagine negativa
e squilibrata del conservatorio. Ci dispiace soprattutto che
sui giornali siano state riportate dichiarazioni di non
meglio specificati “studenti” che non hanno ritenuto di
dover fornire le proprie generalità nel momento in cui
diffamavano l’istituzione nella quale dichiaravano di avere
studiato.
Riteniamo quindi di dover far sentire a questo punto
anche la nostra voce di studenti che da molti anni studiano
tra le storiche mura del “Verdi”, e che vi si sono formati
fin da bambini, firmandoci però con nome, cognome e titoli.
Il Conservatorio, lo sappiamo bene tutti, soffre da molto
tempo, fin dall’avvento della riforma, di cronica mancanza
di fondi e finanziamenti: anche il Dottor Micheli aveva
denunciato pubblicamente il fatto che il Comune non
sborsasse un solo euro, e che una istituzione tanto prestigiosa
venisse letteralmente privata di risorse indispensabili.
Ma non ci sembra assolutamente il caso di parlare di
situazione di degrado, mettendo l’accento su aule che
addirittura “cadrebbero a pezzi”.
A parte il fatto che si tratta di un prestigioso (e
magnifico) edificio storico, nel pieno centro di Milano, che
ha più di cinquecento anni (e porta benissimo le sue rughe)
innanzitutto non è vero che si studi in aule così degradate.
Perché non dire anche che tutte le aule sono dotate di
pianoforte, di cui moltissimi (e costosissimi) Steinway a
coda? Troviamo addirittura miracoloso che in momenti di
affanno economico per il nostro paese si sia riusciti a
tenere in piedi, a buon livello, una struttura come questa,
necessariamente molto costosa.
E poi, un Conservatorio non è fatto solo di aule: ma di
docenza, di insegnamento! Vogliamo affermare con forza che
in questo Conservatorio abbiamo ricevuto una formazione di
ottimo livello, con docenti preparati, attenti e seri.
Molti di noi hanno già conseguito più di un Diploma di
Triennio, e proseguono gli studi nei Bienni, con curricola
di eccellenza anche concertistica.
Se poi ci sono malfunzionamenti e disorganizzazioni,
abbastanza inevitabili in una struttura così complessa e con
più di 1.500 studenti che frequentano quasi sempre lezioni a
livello individuale (caso assolutamente unico nel panorama
formativo delle altre istituzioni a livello universitario),
va bene, lottiamo per migliorare, siamo tutti d’accordo su
questo. Ma ci preme ribadire che riteniamo di studiare in
un Conservatorio PRESTIGIOSO E DI ALTISSIMO LIVELLO
FORMATIVO. La stessa istruzione, ricevuta privatamente,
costerebbe a ciascuno di noi diverse migliaia di euro. E,
semplicemente, non sarebbe nemmeno paragonabile, a livello
né qualitativo, né quantitativo.
Avere studiato con Maestri come quelli che abbiamo avuto
è stato un assoluto privilegio. Non ci sembra necessario
citare i nomi: sono troppi! Il Conservatorio è fatto anche
di persone con incredibile competenza, di artisti, prima che
docenti, che lavorano con serietà e passione. Questa è
l’immagine che noi abbiamo del nostro Conservatorio, che
vorremmo apparisse anch’essa. Ci piange davvero il cuore per
il fatto che una simile istituzione, di
fondamentale importanza per la cultura italiana, venga messa in
difficoltà per mancanza di fondi.
Siamo però fiduciosi nel vento nuovo che sta soffiando
per la musica, a cominciare dalle dichiarazioni del nostro
Presidente della Repubblica, e da quanto più volte
dichiarato dal Ministro Rutelli: sentiamo che davvero
qualcosa si sta muovendo per la grande musica nel nostro
paese.
Ci muove il profondo orgoglio di essere italiani, e
di avere studiato nelle stesse aule dove si sono
formati musicisti come Boito, Catalani, Puccini, Mascagni,
Leoncavallo, Berio, Benedetti Michelangeli, Abbado, Muti…,
che tutto il mondo ci invidia, tanto per fare alcuni, pochi
nomi, ma l’elenco sarebbe davvero lunghissimo.
Noi vogliamo raccogliere la loro eredità, continuare a
studiare con serenità e meritarci il privilegio che abbiamo
avuto di poter studiare in questo Conservatorio, che, con noi, ha mantenuto tutte le sue
promesse. Speriamo che altri giovani si uniscano a noi in
questo percorso... e che siano sempre di più.
Ringraziamo per l’attenzione e chiediamo a tutti gli studenti
ed ex studenti del Conservatorio di Milano che sappiamo condividono
la nostra posizione di sottoscriverla ufficialmente,
inviando una mail all'indirizzo
stefano.ligoratti@classicaviva.com, oppure compilando il
modulo qui sotto. Questo documento verrà quotidianamente
aggiornato con le firme che ci saranno pervenute.
Milano, 4 marzo 2007
Stefano
Ligoratti
(Diplomato in Pianoforte e Organo e composizione
organistica, studente del Corso superiore di
Composizione, del Corso di Direzione d’orchestra e del
Biennio superiore di pianoforte, membro della Consulta degli
studenti - Direttore Artistico del network "ClassicaViva")
Francesca Leonardi
(Diplomata in Pianoforte, studentessa del
Biennio superiore di pianoforte)
(Diplomata in Pianoforte, studentessa del
Biennio superiore di Pianoforte e dei corsi superiori di
Composizione e Direzione d'Orchestra)
Simone
Pionieri
(Diplomato in Pianoforte)
Luca
Granziera
(Studente di Canto)
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