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[ Sali al livello sup. ] [ Contributo di Franco Redondi ] [ Contributo di Diogene Filarmo ] [ Contributo di Gian Maria Griglio ]
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo:
In
commento a: "un sasso nello stagno. Le idee di un nuovo editore
indipendente per sfuggire al grande freddo che attende la
musica"
Cara Sig.Angelino, ho
letto con molto interesse il suo articolo. Purtroppo ciò di
cui Lei scrive, ben lungi dall'essere una semplice
tesi, è, ahimè, una triste fotografia della
realtà. I programmi che includano
pezzi di repertorio sono affidati in maniera
praticamente esclusiva ad artisti affermati. Ho
assistito l'altra sera sera in tv al concerto tenuto
dall'orchestra Cherubini a Parma il 17 Novembre. In
programma c'erano la Sinfonia concertante di Mozart e
la quinta sinfonia di Shostakovich. E qui si pone un
altro problema: l'orchestra era formata tutta da
giovani e giovanissimi. Ma perchè non è stato così
anche per il direttore (Riccardo Muti) ed i solisti
(Francesco Manara e Simonide Braconi)? Eppure di solisti
giovani all'altezza della situazione ce ne sarebbero
eccome. E di direttori pure. La
risposta è sempre la stessa: perchè la musica è un
mercato. E per far funzionare un mercato in modo da
ricavarne dei quattrini il modo più semplice è
inserire uno o più nomi di richiamo. Non è neanche tanto
una questione di richiamo del pubblico dei concerti,
quanto di quello degli sponsor. Signori che si credono
importanti perchè mirano a fare di Parma la città
della musica, usufruendo del fatto che Parma ebbe l'onore
di dare i natali a Verdi, come Salisburgo per Mozart e
"Bayer" ([sic!] nelle parole di un ministro
intervistato durante l'intervallo del concerto) per
Wagner. E naturalmente accanto al
ministro sedevano altri noti vip del business della
classica. L'iniziativa in sé sarebbe lodevole, ma
rischia di diventare un altro posto per sfoggiare
alcune personalità piuttosto che aiutare veramente i
musicisti che ne hanno bisogno. Per fortuna ci
sono iniziative come la Sua, che cercano di andare
controcorrente, o forse nell'unica direzione 'giusta',
tentando di riportare la musica ad un piacere e non ad
un accordo commerciale tra lobby. Grazie. Gian Maria
Griglio |