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La
Scala: Mostro Mangiasoldi?
Ho ospitato volentieri sulla nostra rivista le
opinioni del Maestro Zecchillo, anche per aprire e movimentare un
dibattito tra tutti coloro che si occupano di musica professionalmente nel nostro paese, o anche, più semplicemente,
la amano e basta.
Avrete già letto l'articolo oggetto del nostro
Editoriale di Dicembre 2006, e probabilmente sarete rimasti
sconcertati dai toni di una denuncia tanto accesa e, con ogni
probabilità, inaspettata. Non siamo abituati a discorsi di
questo genere. Normalmente ci limitiamo a guardare con reverente
ammirazione quanto la Scala ci propone, e, se qualche mugugno ci
affiora alle labbra, è in silenzio, e non abbiamo il coraggio
di dar voce alle nostre critiche.
Ma alzi la mano chi non ha mai pensato - nemmeno
una volta - cose simili a quelle affermate da Zecchillo. Siamo
qui tutti a languire, a lamentarci del futuro della musica nel
nostro paese, a protestare per il Fondo per lo Spettacolo (il famoso
FUS) che si assottiglia sempre più da anni, delle magre risorse che, si
sa, sono sempre meno, del paese che va male, e quindi dobbiamo
farcene una ragione, qualche taglio dobbiamo fare, e insomma non
si può tagliare sulle cose indispensabili... ma poche voci si
sono finora levate con autorevolezza a dire che, quelle poche
risorse, magari sono mal destinate... e, orrore, SPRECATE.
Penso che questa sia la cosa che faccia più
rabbia non solo al Maestro Zecchillo, ma a tutte le Associazioni
musicali che non riescono più a programmare un concerto che
comprenda musica ancora sotto diritti (perché si sa, la SIAE
costa troppo...), che si sentono dire che per la musica, insomma,
non ci sono soldi; a tutti i giovani musicisti che ormai troppo
spesso, se vogliono suonare, debbono farlo gratis (e pure
ringraziare di avere la possibilità di suonare gratis...).
Sentire che intanto vengono spesi miliardi per una sola
istituzione, anzi per un solo spettacolo, quando grandi talenti
devono elemosinare cento euro per un concerto..., ai Conservatori
vengono tagliati i fondi, le strutture e gli strumenti vanno in
malora...., e via piangendo, suvvia, fa montare davvero una rabbia
grande.
Il discorso è importante e difficile: il grande
Zeffirelli afferma che la lirica era questo, era anche tradizione
di sfarzo, e lui questo vuole riprendere. Indubbiamente è un
grande artista, un artista degno erede di Visconti, che tanto
contribuì a creare il mito della Scala, del Visconti che mandava
in scena la Callas nella Traviata con gioielli rigorosamente veri
e mobili di antiquariato autentici, altro che copie!
Personalmente ho sempre molto amato gli spettacoli di Visconti e
Zeffirelli, sia al cinema che in Teatro, e non mi sento di criticare
troppo questo grande regista se pretende allestimenti - è proprio il caso di dirlo
- "faraonici".
Gli artisti veri, si sa, sono visionari e perfezionisti, e
viaggiano sempre qualche spanna al di sopra dei comuni mortali,
altrimenti non sarebbero artisti...
La storia dell'arte è fatta anche di questo:
ogni volta che passo davanti al Duomo di Milano mi chiedo cosa
sia costata un'opera simile, edificata per giunta in un'epoca in
cui la gente moriva letteralmente di fame e di stenti, un'epoca
senza ombra di dubbio molto più difficile di quella
contemporanea. Eppure allora ci furono uomini, e istituzioni, che
"sprecarono" immense risorse per edificare monumenti, affrescare la
Cappella Sistina, e via elencando. Eppure queste opere d'arte
vennero finanziate e videro la luce, e oggi testimoniano della
grandezza dell'umanità.
Insomma, l'arte, vogliamo dirlo, è sempre stata
un lusso per il genere umano. Sicuramente per architettura ed
arti figurative si sono da sempre spesi incommensurabili
patrimoni... non è proprio stato così per la musica invece
(basi ricordare quanti grandi musicisti siano vissuti negli
stenti... vogliamo parlare di Schubert, uno per tutti?). Con una
sola eccezione: l'opera lirica. Forse perché nel teatro d'opera
arte figurativa, letteratura e musica si incontrano e si sposano?
E' per questa ragione che nel nostro paese l'opera lirica è
stata la nostra gloria nazionale, come ama ricordare Zeffirelli,
un nostro grande patrimonio che dobbiamo tutelare e valorizzare,
mentre la musica da camera e sinfonica, a differenza di altri
paesi europei, è rimasta un po' in disparte?
Ma grande arte non deve voler dire SPRECO. La
circostanziata denuncia del Maestro Zecchillo deve suonare come
un campanello d'allarme. Davvero sono necessarie tante ore di
straordinari, e quant'altro ci descrive con sconcertante
precisione? Davvero le spese sono effettuate con l'oculatezza
"del buon padre di famiglia", per usare un'espressione
cara al nostro Codice Civile? Se limpido è tutto, che qualcuno
si risponda con limpidezza su questi punti. Altrimenti, è
davvero più che legittimo veder montare l'indignazione e
protestare diventa un dovere, non un diritto.
Sono grandi interrogativi su cui dovremmo
ragionare a fondo. Perché il problema oggi ci si pone, eccome:
se una torta è troppo piccola, a chi dobbiamo sottrarre o
ridurre una già misera fetta?
Il Governo (e il Ministro Rutelli in particolare)
stanno mantenendo le promesse elettorali e stanno dandosi da fare
per ripristinare il FUS e riportare la musica al centro degli
interessi culturali del paese. Finalmente abbiamo un Ministro che
crede che la Cultura sia un investimento per il futuro del paese.
Ma molto c'è ancora da fare.
Sapete come la legge prevede che vengano divisi i famosi fondi per il
FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), che venne istituito
dallo stato nel 1985, con lo scopo di consentire una diffusione
capillare della cultura nel Paese, a favore di tutte quelle
organizzazioni che operano nei settori della musica, della danza,
della lirica e del teatro di prosa? La ripartizione del fondo è
la seguente:
e quindi, riassumendo graficamente:
| 47,81% |
Enti
Lirici |
| 18,00% |
Cinema |
| 16,68% |
Teatro
di prosa |
| 14,07% |
Musica |
| 1,74% |
Danza |
| 1,52% |
Circhi |
| 0,18% |
Altro |
| 100,00% |
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E quanti di
questi fondi destinati agli Enti Lirici (quasi la metà!) vanno al
Teatro alla Scala?
Insomma, credo che sarebbe ora di cominciare ad approfondire questo
argomento: la Lirica nel nostro paese (e la Scala in
particolare), non potrebbero vedere ridimensionato il proprio
ruolo preponderante nella cultura musicale (e nei finanziamenti)?
Parliamone serenamente, tutti insieme. Scriveteci!
Si legga anche l'articolo su questa rivista "Quale
futuro per la musica?
Ines Angelino
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